Il Principio Biocentrico (di: Renzo Mantovan)

IL PRINCIPIO BIOCENTRICO

di Renzo Mantovan , sociologo (©10 settembre 2006)

La storia dell’umanità è una variabile della più grande storia della Natura, come questa a sua volta, non è altro che l’espressione dinamica della vita intesa nel suo senso universale del termine.
Nel processo di conoscenza del mondo, l’uomo ha scoperto un’enorme quantità di fenomeni attraverso i quali comprendere l’universalità delle regole. L’uomo rivela cosi’ a sé stesso leggi sempre più nuove della fisica, della biologia, della chimica, della matematica, leggi sociali e leggi etiche.
In mezzo a tutta questa varietà di aspetti del mondo circostante si delineano quelle regole che appaiono come universali e oggettive. Universali in quanto agiscono sempre, ovunque ed in tutto: sia nel micro, che nel macrocosmo; dalla particella elementare alle gigantesche galassie. Oggettive in quanto agiscono indipendentemente dalla nostra volontà , indipendetemente che si conoscano o meno , che si concordi o meno con esse.
L’alternativa che si pone,  dunque, è la seguente: osservare queste leggi o persevevare nell’ignoranza. La non conoscenza non dà nessun diritto né a credere, né a non credere, né ad avere fiducia né ad non averne e nessuna libertà.
Il principio biocentrico è il principio che ha come referenza suprema la vita e che trae ispirazione dalla leggi universali che conservano i sistemi viventi e rendono possibile la loro evoluzione. Il principio biocentrico è un assioma, un’ipotesi o meglio un nuovo rivoluzionario approccio epistemologico per una nuova concezione del mondo e della vita.
Con tale principio, infatti, non si pone più la Terra, il Sole o l’Uomo al centro dell’Universo ma la Vita, in ogni sua forma e stadio. Non più quindi la concezione della Vita esistente perché esiste l’Universo ma, bensi’ quest’ultimo esistente perché esiste la Vita.
Questo rivoluzionario concetto, deve rendere implicito nell’uomo il profondo rispetto per tutto ciò che è vivente, dove per vivente non si devono intendere solo gli esseri umani, gli animali e le piante ma l’intero ecosistema. Ecosistema formato, oltre che dagli esseri viventi, dai fiumi, dai laghi, dal cielo, dall’aria, dal Sole e da tutto ciò che è presente nell’Universo, contribuendo  alla sua continua evoluzione. Un universo pulsante dal più piccolo neutrino alla più grande quasar. Un universo in costante sviluppo come la vita che in esso è contenuta, dove anche la forma più piccola ed apparentemente inanimata si evolve in generale e progressivo sviluppo.
L’Universo esiste perché esiste la vita. La vita, che si esprime secondo infinite forme, non proviene da un processo evolutivo della materia inanimata, ma la materia apparentemente inanimata, si organizza come il risultato di un sistema vivente onnipresente. Possiamo pertanto affermare che la vita si manifesta in ogni movimento cosmico, dal  micro al macro, in quanto forza organizzatrice, neghentropica.
La struttura sociale, economica, politica e culturale dell’Occidente è antivita. A dire il vero anche il versante culturale orientale non riscatta il valore intrinseco della vita; in quanto afferma che l’importante non è vivere adesso, ma nel futuro karma, o reincarnazione o Paradiso. Mentre la vita  non è uno strumento per raggiungere un’altra vita, ma la vita è qui e ora.
Esisto perché sono vivo e non perché penso.
La mancanza di rispetto verso il suolo, l’acqua, l’aria, le foreste, gli animali è solo la superficie dell’iceberg della profonda mancanza di rispetto verso la vita umana. Povertà, miseria, emarginazione, sfruttamento, sessualità ridotta a pornografia, dominio e controllo del sapere da parte di minoranze privilegiate, sono effetti di un ordine di relazioni sociali stabilite in base all’idea  che essere significa dominare, essere proprietario.  Il fenomeno della globalizzazione, nei suoi aspetti negativi, rivela l’allargamento delle strategie di sfruttamento a livello mondiale. Il neoliberismo è l’ideologia dominante che propaga a tutti  l’idea di competere con qualsiasi mezzo. Non ci sono valori, esigenze o necessità che giustifichino la relazione solidale, fraterna. Per il sistema, la virtù è essere egoista. L’errore è essere solidale con coloro che soffrono, che vivono nel bisogno.
Tali livelli di interesse e insania  vanno affrontati con la costruzione di una forma aperta e sempre rinnovata di sollecitudine verso la vita. Se le condizioni culturali e socio-economiche sono anti-vita, la proposta è cambiare questo sistema, non con l’aggiunta di una nuova ideologia, ma ristabilendo in ogni istante nella nostra vita, le condizioni di  nutrizione della vita stessa.
A questo punto il principio biocentrico sarà il nuovo paradigma per le scienze umane, che si propone di orientare le attività di azione sociale e di educazione verso la creazione di una struttura psichica capace di proteggere la vita e di permettere la sua evoluzione. L’individuo che si connette alla vita sperimenta su di sé il legame cosmobiologico : l’antica familiarità con le pietre, con gli uccelli, con il sole, con il mare, con tutta la natura.
Il “principio biocentrico” è un criterio di rispetto per la vita e si riferisce ad aspetti molto precisi come funzioni universali, forme di legame (con la propria specie e con il cosmo), e lo sviluppo evolutivo.
Provare la percezione meravigliosa della vita come splendore, bellezza, armonia e sperimentare in se stessi il “sentirsi vivi” è, senza dubbio, un’esperienza mistica, l’unico punto di partenza possibile dell’investigazione scientifica.
Infatti, come disse Einstein “l’esperienza cosmica è la più forte e nobile fonte d’investigazione scientifica”.
La Terra: uno strano geoide, un pianeta su misura per noi umani? Collocato alla giusta distanza dal nostro Sole, in modo da non arrostirci nè gelarci, come invece accade ai pianeti “fratelli” Marte e Venere, abbondantemente provvisto di acqua allo stato liquido, precondizione per l’emergere della vita e per regolare la temperatura con una fonte interna di calore (radioattivo) e una gravità regolata cosi’ bene da impedire ai gas atmosferici di sfuggire via negli spazi cosmici, e con una provvidenziale ricchezza dei materiali del cantiere astronomico che l’ha plasmata, di quelle sostanze che sono preziose non solo per l’emergere della vita, ma anche per il suo efficace mantenimento. Insomma, tutto calibrato cosi’ bene da renderlo un posto più che accogliente: un pianeta vivente in continua trasformazione.

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nato il 19 aprile 1924 a Concepcion (Cile) defunto nel 2010 a Santiago del Cile

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