Il Principio Biocentrico (Rolando Toro)

di: Rolando Toro

Rolando Toro BIODANZAIl Principio Biocentrico che ho formulato nel 1970, si ispira al pensiero che l’Universo è organizzato in funzione della vita. Questo significa che la vita è una condizione essenziale nella genesi dell’universo. La vita sarebbe, secondo questo approccio, un progetto-forza che conduce, attraverso milioni di anni, la evoluzione del cosmo.

Diversi scienziati pensano l’opposto, vale a dire che la vita è il risultato occasionale della combinazione di elementi atomici; questo approccio sembra ingenuo. La possibilità che si generi un organismo vivo per la combinazione fortuita di elementi, senza una previa matrice organizzatrice, è impensabile. Neanche in milioni di anni, il caso potrebbe combinare con efficienza gli elementi atomici per creare un organismo, quantunque possa essere molto semplice.

Le relazioni di trasformazione materia-energia sono evolutive e costituiscono diversi livelli di integrazione della vita. La materia-energia solo può generare un organismo vivo quando il pulviscolo cosmico obbedisce a una previa matrice di organizzazione.

Tutto ciò che esiste, elementi, stelle, piante, animali ed esseri umani, sono componenti di un “sistema vivente maggiore”. “L’universo esiste perché esiste la vita”, e non “la vita esiste perché esiste l’universo”. L’evoluzione dell’universo è, in realtà, l’evoluzione della vita e culmina con il fenomeno della coscienza. Theilard de Chardin propone che l’universo segua un programma teleonomico diretto al “Punto Omega”, uno stato supremo di perfezione. Questa idea è stata molto contrastata, ma rappresenta una svolta nella concezione di un programma cosmico. Eminenti scienziati come Paul Davies (1), Carl Sagan (2), Fred Hoyle (3), Leo Villaverde (4), sono arrivati alla conclusione che l’universo è un gigantesco ologramma vivo. Il cosmologo Christian de Duve (5), premio Nobel per la Fisica, nella sua opera “Il pulviscolo cosmico” colloca “ la Vita come un imperativo cosmico”. Ilya Prigogine (6), premio Nobel per la Fisica, ha sviluppato la “Teoria del Caos”, sostenendo che i processi che generano la vita si iniziano nelle “zone dissipative”, lontane dai sistemi dell’ordine. Le zone dissipative costituiscono condizioni di fluidità e dinamismo che facilitano processi di organizzazione (questo processo dipende dalle condizioni iniziali), inoltre costituiscono l’espressione di matrici di vita preesistente.

Penso che la vita è un “attrattore biologico” nell’ambiente del caos cosmico. Il concetto di “attrattore”, descritto da J.R. Newman nella Teoria del Caos, si riferisce a una forza estranea che appare in alcuni sistemi dinamici e che ha il potere di organizzare gli elementi. Un sistema dato può possedere vari attrattori, ciascuno dei quali ha una sua propria orbita di attrazione nello spazio. Il regno della vita abbraccia tutto ciò che esiste, dai neutrini fino ai quasar, dalle pietre fino al pensiero più sottile.

Tutta l’ espressione, tutto il movimento, tutta la danza è un “atto vivente”. Lo separazione degli uomini dalla matrice cosmica della vita ha generato, attraverso la storia, forme culturali distruttive.

Le dissociazioni corpo-anima e uomo-natura hanno condotto alla profonda crisi in cui viviamo. Quando prendiamo coscienza di ciò che significa “il miracolo della vita” che ci anima, ci si rivela un sentire assoluto di valorizzazione della esistenza. Se prendiamo come punto di partenza le proposte intrinseche che sorgono dall’atto di vivere e dalla comunione con gli esseri viventi, dobbiamo abbandonare con assoluto decisione qualsiasi tipo di fondamento culturale basato sul denaro e sull’assassinio, così per esempio tutto il delirio giuridico di Oriente e Occidente, con i suoi codici e tribunali di giustizia basati nell’ideologia e non nella vita; le guerre anche sono l’espressione di quella psicosi collettiva che nega la sacralità della vita. Il principio Biocentrico pone il rispetto per la vita come centro e punto di partenza di tutte le discipline e comportamenti umani; ristabilisce la nozione di sacralità della vita. La cultura dovrà essere organizzata in funzione della vita; le nostre forme culturali sono anti-vita. La nuova scienza unificata della vita, si basa nella fusione di tutte le discipline del sapere: Fisica, Chimica, Biologia, Psicologia, Sociologia, Etologia, ecc. I fenomeni superiori della mente, come l’apprendimento, la funzione creativa, l’affettività e la coscienza, debbono essere inclusi in questa visione reale del fenomeno della vita. Zibgnov Wollkovsky (7) afferma che gli organismi vivi sono campi energetici di grande complessità e il loro studio deve raggiungere non solo l’insieme dei processi chimici e atomici, ma tutte le manifestazioni della vita in una visione d’insieme. Il nostro approccio epistemologico parte dalla percezione della “Unità Suprema della Vita”, in un programma implicato che guida la costruzione dell’universo. Condivido senza reticenze l’approccio di David Bohm (8) che afferma: “ I dati reali della scienza solo sembrano aver senso su qualche tipo di fondamento implicato o trascendentale, sottostanti ai dati espliciti”. La percezione della “Unità Suprema” sperimentata dai mistici, è perfettamente coerente con questa visione. Possiamo scoprire negli stati di espansione di coscienza, questa realtà fondatrice e penetrare nelle radici di una “Cultura della Vita”.

La proposta del Principio Biocentrico nel situare “la vita al centro” di tutte le attività umane, in particolare nelle scienze come l’Educazione, Psicoterapia, Economia e Giurisprudenza. E’, forse, l’approccio più appropriato per pensare alla educazione in un contesto di totalità. L’apparizione della coscienza e dell’amore nell’evoluzione della vita, costituiscono due avvenimenti culmine che hanno il potere di dare impulso a nuove forme evolutive della specie umana. Per questa ragione credo necessario fare alcune considerazioni sull’evoluzione della vita e le sue manifestazioni profonde. Questo approccio può conferire all’educazione un punto di partenza originario.

Gli studi attuali sull’evoluzione della vita hanno dimostrato che esiste un progresso visibile nelle strategie morfogenetiche e psichiche di diverse specie, se un organismo non si evolve, sparisce dalla biosfera. Sebbene alcune funzioni biologiche siano più perfette negli animali che negli uomini, il livello evolutivo – che culmina nella posizione eretta, nel linguaggio, nella coscienza e nell’amore – sembrano essere di una superiorità differente dovuta al fatto che queste caratteristiche gli conferiscono una grande autonomia creativa rispetto a qualunque altra programmazione animale. La nostra approssimazione all’enigma della vita è intuitiva, così come la comprensione di un’opera d’arte. La percezione estetica è indimostrabile e inaccessibile alla cognizione razionale, si tratta di una vivencia e pertanto, un’esperienza personale. Il nostro approssimarci all’enigma della vita è intuitivo, qualcosa come la comprensione di un’opera d’arte. La percezione estetica non è dimostrabile e inaccessibile alla cognizione razionale, si tratta di una vivencia e, pertanto, un’esperienza personale.

La scienza ha conseguito l’accesso alla conoscenza di alcuni processi biologici di immensa complessità e velocità, tali processi di organizzazione lasciano l’impressione che i loro componenti abbiano “coscienza propria”. Un paradigma per le scienze umane Il Principio Biocentrico costituisce il paradigma che potrà servire di fondamento alle scienze umane del futuro: educazione, psicologia, giurisprudenza, medicina e psicoterapia. Il Principio Biocentrico pone il rispetto per la vita come centro e punto di partenza di tutte le discipline e comportamenti umani. Potremmo definire il sentimento di amore come “l’esperienza suprema di contatto con la vita”. Attraverso la Biodanza arriviamo alla fonte originaria degli impulsi di vita. Danza, amore e vita sono termini che alludono al fenomeno di “unicità cosmica”. Il nucleo creatore della cultura del terzo millennio sta per nascere con la restituzione della sacralità della vita.

A partire dal Principio Biocentrico possiamo concepire l’universo come un gigantesco ologramma vivo; l’esperienza di unità mistica e identità suprema per noi è perfettamente valida. Possiamo scoprire in questa vivencia fondatrice le “radici di una cultura della vita”.

Le leggi attuali di giustizia, che si basano sulla proprietà privata e non sulla vita, sono l’espressione di una psicosi collettiva. La cultura dovrebbe essere organizzata in funzione della vita, le nostre forme culturali attuali sono anti-vita. Il Principio Biocentrico nasce, pertanto, da una proposta anteriore alla cultura e si nutre degli impulsi che generano processi viventi.

Il Principio Biocentrico propone il potenziamento della vita e l’espressione dei suoi poteri evolutivi. Biodanza è, da questo punto di vista, “una poetica del vivente, fondata sulle leggi universali che conservano e permettono l’evoluzione della vita”. Il Principio Biocentrico è un riferimento essenziale all’origine cosmica della vita, una sintesi concettuale dell’essere umano con il grande processo di integrazione dell’universo, con i suoi simili e con la sua condizione autonoma di amore e coscienza.

Prof.Rolando Toro Araneda Estratto da BOLLETTINO DI BIODANZA N°3 - Maggio 2007 Traduzione a cura della Segreteria Associazione Biodanza Italia

Il Principio Biocentrico (di: Renzo Mantovan)

IL PRINCIPIO BIOCENTRICO

di Renzo Mantovan , sociologo (©10 settembre 2006)

La storia dell’umanità è una variabile della più grande storia della Natura, come questa a sua volta, non è altro che l’espressione dinamica della vita intesa nel suo senso universale del termine.
Nel processo di conoscenza del mondo, l’uomo ha scoperto un’enorme quantità di fenomeni attraverso i quali comprendere l’universalità delle regole. L’uomo rivela cosi’ a sé stesso leggi sempre più nuove della fisica, della biologia, della chimica, della matematica, leggi sociali e leggi etiche.
In mezzo a tutta questa varietà di aspetti del mondo circostante si delineano quelle regole che appaiono come universali e oggettive. Universali in quanto agiscono sempre, ovunque ed in tutto: sia nel micro, che nel macrocosmo; dalla particella elementare alle gigantesche galassie. Oggettive in quanto agiscono indipendentemente dalla nostra volontà , indipendetemente che si conoscano o meno , che si concordi o meno con esse.
L’alternativa che si pone,  dunque, è la seguente: osservare queste leggi o persevevare nell’ignoranza. La non conoscenza non dà nessun diritto né a credere, né a non credere, né ad avere fiducia né ad non averne e nessuna libertà.
Il principio biocentrico è il principio che ha come referenza suprema la vita e che trae ispirazione dalla leggi universali che conservano i sistemi viventi e rendono possibile la loro evoluzione. Il principio biocentrico è un assioma, un’ipotesi o meglio un nuovo rivoluzionario approccio epistemologico per una nuova concezione del mondo e della vita.
Con tale principio, infatti, non si pone più la Terra, il Sole o l’Uomo al centro dell’Universo ma la Vita, in ogni sua forma e stadio. Non più quindi la concezione della Vita esistente perché esiste l’Universo ma, bensi’ quest’ultimo esistente perché esiste la Vita.
Questo rivoluzionario concetto, deve rendere implicito nell’uomo il profondo rispetto per tutto ciò che è vivente, dove per vivente non si devono intendere solo gli esseri umani, gli animali e le piante ma l’intero ecosistema. Ecosistema formato, oltre che dagli esseri viventi, dai fiumi, dai laghi, dal cielo, dall’aria, dal Sole e da tutto ciò che è presente nell’Universo, contribuendo  alla sua continua evoluzione. Un universo pulsante dal più piccolo neutrino alla più grande quasar. Un universo in costante sviluppo come la vita che in esso è contenuta, dove anche la forma più piccola ed apparentemente inanimata si evolve in generale e progressivo sviluppo.
L’Universo esiste perché esiste la vita. La vita, che si esprime secondo infinite forme, non proviene da un processo evolutivo della materia inanimata, ma la materia apparentemente inanimata, si organizza come il risultato di un sistema vivente onnipresente. Possiamo pertanto affermare che la vita si manifesta in ogni movimento cosmico, dal  micro al macro, in quanto forza organizzatrice, neghentropica.
La struttura sociale, economica, politica e culturale dell’Occidente è antivita. A dire il vero anche il versante culturale orientale non riscatta il valore intrinseco della vita; in quanto afferma che l’importante non è vivere adesso, ma nel futuro karma, o reincarnazione o Paradiso. Mentre la vita  non è uno strumento per raggiungere un’altra vita, ma la vita è qui e ora.
Esisto perché sono vivo e non perché penso.
La mancanza di rispetto verso il suolo, l’acqua, l’aria, le foreste, gli animali è solo la superficie dell’iceberg della profonda mancanza di rispetto verso la vita umana. Povertà, miseria, emarginazione, sfruttamento, sessualità ridotta a pornografia, dominio e controllo del sapere da parte di minoranze privilegiate, sono effetti di un ordine di relazioni sociali stabilite in base all’idea  che essere significa dominare, essere proprietario.  Il fenomeno della globalizzazione, nei suoi aspetti negativi, rivela l’allargamento delle strategie di sfruttamento a livello mondiale. Il neoliberismo è l’ideologia dominante che propaga a tutti  l’idea di competere con qualsiasi mezzo. Non ci sono valori, esigenze o necessità che giustifichino la relazione solidale, fraterna. Per il sistema, la virtù è essere egoista. L’errore è essere solidale con coloro che soffrono, che vivono nel bisogno.
Tali livelli di interesse e insania  vanno affrontati con la costruzione di una forma aperta e sempre rinnovata di sollecitudine verso la vita. Se le condizioni culturali e socio-economiche sono anti-vita, la proposta è cambiare questo sistema, non con l’aggiunta di una nuova ideologia, ma ristabilendo in ogni istante nella nostra vita, le condizioni di  nutrizione della vita stessa.
A questo punto il principio biocentrico sarà il nuovo paradigma per le scienze umane, che si propone di orientare le attività di azione sociale e di educazione verso la creazione di una struttura psichica capace di proteggere la vita e di permettere la sua evoluzione. L’individuo che si connette alla vita sperimenta su di sé il legame cosmobiologico : l’antica familiarità con le pietre, con gli uccelli, con il sole, con il mare, con tutta la natura.
Il “principio biocentrico” è un criterio di rispetto per la vita e si riferisce ad aspetti molto precisi come funzioni universali, forme di legame (con la propria specie e con il cosmo), e lo sviluppo evolutivo.
Provare la percezione meravigliosa della vita come splendore, bellezza, armonia e sperimentare in se stessi il “sentirsi vivi” è, senza dubbio, un’esperienza mistica, l’unico punto di partenza possibile dell’investigazione scientifica.
Infatti, come disse Einstein “l’esperienza cosmica è la più forte e nobile fonte d’investigazione scientifica”.
La Terra: uno strano geoide, un pianeta su misura per noi umani? Collocato alla giusta distanza dal nostro Sole, in modo da non arrostirci nè gelarci, come invece accade ai pianeti “fratelli” Marte e Venere, abbondantemente provvisto di acqua allo stato liquido, precondizione per l’emergere della vita e per regolare la temperatura con una fonte interna di calore (radioattivo) e una gravità regolata cosi’ bene da impedire ai gas atmosferici di sfuggire via negli spazi cosmici, e con una provvidenziale ricchezza dei materiali del cantiere astronomico che l’ha plasmata, di quelle sostanze che sono preziose non solo per l’emergere della vita, ma anche per il suo efficace mantenimento. Insomma, tutto calibrato cosi’ bene da renderlo un posto più che accogliente: un pianeta vivente in continua trasformazione.

Badia 2015dedicato agli insegnanti titolati 
di Biodanza s.r.t
da venerdì 4 Settembre 
a domenica 6 Settembre 

Badia 2015
12° Incontro Nazionale 
degli Insegnanti Italiani di Biodanza.
 saperne di più su BADIA 2015

Nonsolobiodanzafestival

 Si è svolto dal 30 Aprile a 3 Maggio 2015

l'ottava edizione del festival a Gabicce Mare.
Sul sito info, commenti, interviste e notizie.
www.nonsolobiodanzafestival.com

 

Convegno Biodanza

Sabato 30 maggio 2015 - Firenze, Azienda Sanitaria Firenze, Via di Torregalli 3, 50143 - Aula Muntoni.
Iscrizioni entro il 20 maggio
saperne di più

Rolando Toro

nato il 19 aprile 1924 a Concepcion (Cile) defunto nel 2010 a Santiago del Cile

LA BIODANZA
compie quest'anno 
51 Anni
1965 - 2016

dedicato agli insegnanti titolati
di Biodanza s.r.t
da venerdì 4 Settembre 
a domenica 6 Settembre 

Badia 2015
12° Incontro Nazionale 
degli Insegnanti Italiani di Biodanza.
 saperne di più su BADIA 2015